Le due ordinanze della Cassazione depositate il 3 e il 4 febbraio 2026 (nn. 2262 e 2358) tornano sul terreno degli interest rate swap con un taglio che prova a rimettere ordine. Il punto di partenza è l’alea razionale, che la Corte riporta con decisione nel suo alveo naturale: non un requisito dell’oggetto, ma un indice di meritevolezza del contratto, nel senso dell’art. 1322 c.c. L’idea è semplice: ciò che conta è che le parti abbiano consapevolezza del rischio che assumono, nella sua misura qualitativa e quantitativa. Se questa consapevolezza manca, non è l’oggetto a diventare indeterminato; è il risultato pratico perseguito a perdere meritevolezza. L’indeterminatezza resta confinata ai casi in cui manchino davvero gli elementi minimi per individuare le prestazioni. Su questo sfondo, la Corte ribadisce che l’IRS è un negozio a causa variabile, capace di assumere funzione di copertura o finalità speculative. La verifica va fatta ex ante, guardando alla coerenza tra struttura del contratto e funzione concreta, senza lasciarsi condizionare dall’esito economico dell’operazione: il giudizio non è uno strumento di riequilibrio a posteriori. Un passaggio importante riguarda il mark to market, che la Cassazione qualifica come risultato di calcolo verificabile, fondato su criteri tecnici condivisi. Non è l’oggetto del contratto, ma contribuisce a dare forma all’alea razionale, perché rende misurabili rischio e costi, anche impliciti. Da qui la precisazione sugli scenari probabilistici: non previsioni sui tassi futuri, ma rappresentazioni costruite su dati storici, volatilità e parametri oggettivi utilizzati nel calcolo del mark to market. Servono a verificare il processo di determinazione del rischio, non a predire il futuro. Il discorso si completa con la distinzione tra IRS plain vanilla e derivati complessi. Nei primi, specie quando operano come strumenti di copertura, può bastare il riferimento a criteri standard di mercato; nei secondi, la maggiore articolazione della struttura richiede una verifica più puntuale della coerenza tra architettura negoziale, criteri di formazione dell’alea e funzione perseguita. Nel complesso, le due ordinanze offrono una trama interpretativa che tiene insieme nullità, meritevolezza e struttura del contratto, chiarendo il ruolo del mark to market e degli scenari probabilistici e rimarcando la differenza tra strumenti standard e operazioni complesse. Un quadro che, per la sua chiarezza, è destinato a incidere sulla prassi di costruzione degli interest rate swap e sulla definizione degli elementi davvero rilevanti per misurare l’alea.